News , Media | 06.11.2020

Imprese e imprenditori: esiste la startup ideale?


Marketing & Communication
marketing@lcalex.it

Trascinati dalle correnti del nuovo millennio, sempre più persone tentano di avventurarsi nel mondo imprenditoriale con proposte innovative. Ma il mercato, si sa, è spesso impietoso, e solo in pochi alla fine riescono a superare le difficoltà del caso e andare avanti. Quali sono quindi i principali ingredienti della ricetta per essere desiderati dagli investitori? Andrea Messuti, insieme a Stefano Giannone Codiglione, ha provato a distillare i tre principali elementi che dovrebbero caratterizzare una startup ideale e di successo.

Anzitutto, l’elemento oggettivo. Nell’attuale contesto caratterizzato da frenetico consumismo, una startup vincente dovrebbe essere in grado di intercettare o creare un bisogno della collettività, coniugando la semplicità del “cosa” (si propone di offrire) all’efficienza del “come” (si intende farlo). Pertanto, primo elemento fondamentale per “farsi notare” dagli investitori è la proposta di soluzioni facilmente intuitive, nell’ambito di un business scalabile e rivolto a settori caratterizzati da forte crescita e da tendenza all’internazionalizzazione.

Sempre da un punto di vista oggettivo, il secondo elemento fondamentale, una volta individuato il concept, riguarda l’equazione tra la base tecnologica (e/o di asset immateriali) utilizzata dalla società e la protezione della stessa sul fronte della proprietà intellettuale. Va da sé che una startup che si dimostri deficitaria sotto questo punto di vista, non mettendo in sicurezza l’unico proprio bene di valore, non possa fornire alcuna concreta garanzia sulla continuità della propria attività nel medio e lungo termine né, a maggior ragione, alcuna tutela per gli investitori interessati ad accompagnare il progetto nelle varie fasi del suo sviluppo.

Altrettanto fondamentale è poi l’elemento soggettivo, che in definitiva risulta essere il terzo aspetto fondamentale per fare la differenza in un contesto altamente competitivo. L’esperienza maturata conferma che la startup ideale può avere sì un leader visionario, ma non deve identificarsi esclusivamente con questa figura. Numerosi investitori ritengono infatti che i cosiddetti one-man show portino quasi sempre al fallimento del progetto. Una società capace di offrire garanzie sul proprio futuro non può che basarsi su un team coeso dalle competenze disciplinari complementari e ben coordinate fra loro. Gruppi di questo genere, con competenze maturate in specifiche aree diverse fra loro, danno infatti valore aggiunto al business model e rappresentano un chiaro indicatore dell’equilibrio della società. Senza considerare che un nucleo ben organizzato è sinonimo di una metodologia operativa efficiente, in grado di colmare il fabbisogno di competenze e di trasmettere idee e valori a dipendenti e terzi.

L’articolo originale è stato pubblicato su We Wealth. Leggilo qui! 


Marketing & Communication
marketing@lcalex.it

Potrebbe interessarti anche

19.04.2024
Neutralità carbonica | Compensazione sì o no?

Oggi al bancone di The Bar una puntata speciale sulla Direttiva “Empowering”

29.03.2024
The Legal 500 (EMEA) – LCA Studio Legale

Usciti i nuovi ranking di Legal 500. LCA in forte ascesa con tante novità sia nei ranking di practice/industry, sia nei ra ...

25.01.2024
Tech4Planet e Leonardo investono in Volta Structural Energy: LCA e Eversheds Suthe ...

L’investimento permetterà di intensificare le attività di ricerca e sviluppo, e accelerare la commercializzazione della tecnologia