Alert | 29.12.2022

Un salto nel passato, il Consiglio FIFA approva il nuovo Regolamento agenti sportivi

A partire dal 1° ottobre 2023, verrà reintrodotto un sistema di licenze rilasciate su scala mondiale a fronte del superamento di uno specifico esame da parte degli agenti sportivi


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Venerdì 16 dicembre, il Consiglio FIFA ha approvato il nuovo Regolamento agenti sportivi FIFA, che (re)introduce un sistema di licenze rilasciate su scala mondiale a fronte del superamento di uno specifico esame. Si tratta di un ritorno al passato rispetto al sistema libero degli intermediari introdotto nel 2015 (e vigente per soli 7 anni a livello internazionale), volto a garantire standard di professionalità ed etica in capo agli agenti, nonché una maggiore trasparenza nell’ambito delle transazioni che li vedono protagonisti.

La reintroduzione di un sistema chiuso unito ad un obbligo di formazione risponde ad un’esigenza, ormai condivisa da tempo anche dal CONI e dalla FIGC, di assicurare sempre più maggior trasparenza nel mondo del calcio. L’obiettivo finale è quello di creare una piattaforma digitale all’interno della quale pubblicare tutti i dati e le informazioni relative alle attività degli agenti, sulla quale far transitare i pagamenti delle relative commissioni.

Il Regolamento entrerà in vigore a partire dal 1° ottobre 2023, tuttavia, al fine di permettere alle Federazioni nazionali e agli addetti ai lavori di adeguarsi a una simile riforma, la parte del Regolamento che disciplina le modalità di ottenimento della licenza, vale a dire gli articoli da 1 a 10 e da 22 a 27, entrerà in vigore già a partire dal 9 gennaio 2023.

Le principali novità del Regolamento
Il Regolamento prevede che chiunque voglia svolgere l’attività di agente sportivo nell’ambito delle federazioni affiliate alla FIFA dovrà superare un esame fissato periodicamente dalla FIFA che verterà sulla conoscenza delle norme e regolamenti internazionali. Saranno esentati gli agenti che hanno ottenuto una licenza FIFA prima del 2015 e coloro che sono abilitati ad esercitare la professione di agente nelle nazioni in cui è previsto un sistema di licenze analogo a quello stabilito dal nuovo regolamento, a condizione che la Federazione Nazionale ottenga il riconoscimento del proprio sistema nazionale di licenze da parte della FIFA.

Superato con successo l’esame, la FIFA rilascerà una licenza a tempo indeterminato che potrà essere revocata o sospesa unicamente nel caso in cui l’agente: perda il possesso dei requisiti di onorabilità richiesti per poter sostenere l’esame; o, non paghi annualmente la quota d’iscrizione che verrà stabilita mediante circolari della FIFA; o, non adempia agli obblighi di formazione periodica; o, non rispetti gli obblighi di comunicazione stabiliti dal Regolamento.

Oltre al sistema di licenze, tra le maggiori novità di rilievo in relazione alle attività oggetto del mandato, verrà introdotta la possibilità per l’agente sportivo di rappresentare l’allenatore e il minore che abbia raggiunto l’età minima richiesta per poter sottoscrivere il primo contratto professionistico nel Paese di appartenenza. A tal riguardo, si riscontra peraltro una mancanza di coordinamento tra le normative in quanto le norme FIGC contengono una analoga disposizione fissando a 16 anni l’età minima mentre il D.lgs 37/2021 in tema di agenti sportivi in vigore dal 1° gennaio 2023 prevede quale età minima i 14 anni.

La novità principale che ha destato più polemiche è senza dubbio l’introduzione di restrizioni in termini di rappresentanza multipla e l’introduzione di un cap sulle commissioni a favore degli agenti sportivi.

Verrà infatti rafforzata l’attuale prescrizione sui conflitti d’interesse mediante l’introduzione del divieto per gli agenti di rappresentare, contemporaneamente, tutte e tre le parti di una medesima operazione (giocatore, società cedente e società cessionaria). Rimane la possibilità per l’agente, previo espresso consenso delle parti coinvolte, di rappresentare sia il calciatore che la società cessionaria.

Con riferimento alle soglie massime sui compensi, invece, è necessario distinguere tra le varie ipotesi di rappresentanza.

Nel caso di rappresentanza del solo calciatore o della sola società cessionaria, verrà previsto un tetto massimo del 5% del salario del giocatore, nel caso in cui quest’ultimo sia inferiore o uguale a USD 200.000,00, o del 3% del salario del calciatore, nel caso in cui il salario sia superiore alla somma di USD 200.000,00.
In caso di doppia rappresentanza, il tetto massimo previsto è del 10% del salario del calciatore, nel caso in cui questo sia inferiore o uguale a USD 200.000,00, e del 6% del salario, nel caso in cui sia superiore alla somma di USD 200.000,00. Infine, è fissato un tetto del 10% del corrispettivo del trasferimento nel caso in cui l’agente rappresenti la società cedente. Il calcolo delle suddette soglie massime terrà conto dello stipendio lordo del giocatore, e di qualunque altra commissione o bonus ad esso collegato, ma non ricomprenderà invece i c.d. benefit e TPO.

Infine, il nuovo regolamento prevede che la competenza a dirimere le dispute degli agenti in relazione a contratti di rappresentanza dotati di una dimensione internazionale spetti esclusivamente alla nuova camera di risoluzione delle controversie “Agent Chamber” istituita all’interno del Football Tribunal della FIFA.

La reazione degli agenti
Come era lecito aspettarsi, l’approvazione del Regolamento ha suscitato la forte reazione della comunità internazionale degli agenti sportivi. In particolare, gli agenti contestano l’introduzione del cap alle commissioni, norma dalla portata senza dubbio dirompente che stravolgerà l’attuale sistema basato su percentuali molto significative e più alte rispetto alle soglie introdotte. Secondo gli agenti, una riduzione così drastica andrebbe a colpire maggiormente i “piccoli” agenti sportivi e non quelli più influenti e capaci di generare maggior clientela, che sono in realtà quelli che realizzano la massiva attività che la FIFA vorrebbe contenere.

Inoltre, l’associazione internazionale “The Football Forum”, fondata nel 2019 a salvaguardia degli interessi dei calciatori e degli agenti sportivi, ha criticato le modalità con cui è stata approvata la riforma. Secondo l’associazione, la pubblicazione del Regolamento all’esito di una riunione segreta del FIFA Council e i ripetuti rifiuti al dialogo che la FIFA ha reiterato negli ultimi mesi agli addetti ai lavori sarebbero in contrasto con il valore della trasparenza che la FIFA ha sempre dichiarato di volere assicurare nell’ambito della propria attività. Di conseguenza, “The Football Forum” ha già annunciato che valuterà la necessità di intraprendere azioni legali a tutela di giocatori e agenti che potrebbero subire pregiudizi a causa della riforma.

Anche l’European Football Agents Association (EFAA), che dal 2010 rappresenta gli agenti sportivi europei, ha già predisposto da tempo un’azione legale da presentare innanzi ai tribunali olandesi, dove l’EFAA ha la propria sede legale, nei confronti della FIFA.

Rimaniamo in attesa di capire quali saranno i risvolti di questa riforma e se davvero gli agenti saranno pronti a intraprendere una battaglia legale di questa portata, a pochi giorni dal parere dell’avvocatura generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea in riferimento al caso Superlega che sembra avere ulteriormente rafforzato la posizione della FIFA.

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