Storie e voci | 23.04.2021

La battaglia di Antonio “Io avvocato dislessico aiuto i ragazzi come me”

«Il 3,5 per cento della popolazione italiana è dislessica. Pochi sanno infatti che i Dsa ci rendono meno performanti in alcuni ambiti, ma ci fanno eccellere in altri»


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«Sono dislessico da soli nove anni» ha raccontato con il sorriso Antonio Caterino a La Stampa. «All’improvviso ho capito il motivo delle mie difficoltà nello studio, dell’impegno maggiore rispetto ai colleghi nella lettura e nella comprensione dei testi». Ma la diagnosi arrivata in età adulta «mi ha permesso di vedere anche tutti gli aspetti positivi della dislessia, sconosciuti ai più per via dell’ignoranza e del pregiudizio».

Così da quel momento l’avvocato Caterino, che oggi ha 34 anni e lavora in LCA, uno dei cento studi legali più grandi d’Italia, incoraggiato dai colleghi e dal fondatore, Giovanni Lega, non ha mai smesso di battersi per i diritti dei tanti giovani con Dsa che aspirano a esercitare la professione. E, il 12 aprile, ha ottenuto un’importante vittoria: la Corte d’Appello e l’Ordine degli avvocati di Milano hanno siglato un protocollo che “istituzionalizza”, per tutti i candidati con Dsa in sede d’ esame d’avvocato, l’applicazione delle misure compensative e dispensative previste dalla legge 170 del 2010.

Ma che, a causa di un buco normativo, sono riconosciute solo a studenti e universitari. Non anche ai 12 mila giovani dislessici che ogni anno vogliono entrare nel mondo del lavoro, sostenendo «con sforzi disumani» concorsi pubblici o esami d’iscrizione a ordini professionali. Una proposta di legge che colmi questa lacuna è stata presentata, il Ddl Rossomando, ma nel frattempo il protocollo milanese «è un primo straordinario passo. E auspichiamo che presto, grazie all’intervento del Consiglio Nazionale Forense e del Ministero della Giustizia, venga esteso ad altri distretti di Corte d’Appello».

Continua Caterino: «Il 3,5 per cento della popolazione italiana è dislessica. Pochi sanno infatti che i Dsa ci rendono meno performanti in alcuni ambiti, ma ci fanno eccellere in altri. Facendo appello all’immaginazione, infatti, un’intelligenza dislessica è in grado di trovare nuove strade per risolvere problemi secondo modalità inedite che apportano un vantaggio alla società». Esistono esempi nei settori più disparati: «dalla chimica all’informatica (Steve Jobs e Bill Gates), dall’arte al cinema, dalla politica (John Fitzgerald Kennedy) allo sport (Michael Jordan ed Lewis Hamilton)». Per risolvere il problema degli aspiranti avvocati milanesi che vogliono sostenere l’esame ora che, causa pandemia, è stato modificato ed è tutto orale, è bastato aggiungere un articolo a un primo testo già esistente e siglato nel 2019 sempre a Milano «che si conferma casa dei diritti», ma che riguardava solo l’esame scritto.

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L’intervista rilasciata a Repubblica
L’intervista a Fanpage


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