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Siamo osservati dai Totem presenti nelle stazioni? Dobbiamo esserne informati!

31 gennaio 2018

Lo scorso marzo sui media era apparsa la notizia, riportata con toni molto vicini al noto film “The Truman Show”, che “i totem ci spiano!”: il riferimento era alle modalità di raccolta di dati personali effettuato dalle videocamere installate all’interno dei totem della Stazione Centrale di Milano. Il Garante ha quindi avviato un’istruttoria, invitando la società che ha installato i cd. cosiddetti “cartelloni intelligenti”, su cui vengono proiettate le pubblicità all’interno di alcuni spazi pubblici, a fornire informazioni e chiarimenti.

Grandi Stazioni Retail S.p.A., concessionaria degli spazi pubblicitari presenti nelle più importanti stazioni ferroviarie italiane, ha confermato che per finalità di analisi dell’audience pubblicitaria sono già stati installati circa 500 impianti di “digital signage” (per l’appunto, i totem) presso alcune aree largamente frequentate dal pubblico delle principali stazioni ferroviarie nazionali.

In particolare, è emerso che i totem, oltre ad essere dotati – come noto – di uno schermo sul quale vengono trasmessi messaggi pubblicitari ed informazioni, presentano anche alcuni sensori (videocamere tecnologicamente evolute) in grado di effettuare la raccolta di dati del pubblico per valutare l’efficacia della comunicazione pubblicitaria trasmessa: in sostanza, tali videocamere sono in grado di analizzare l’espressione del viso del passante, arrivando a capire se l’osservatore è felice o triste, piuttosto che ulteriori aspetti utili per veicolare contenuti pubblicitari adatti al pubblico.

Grandi Stazioni Retail S.p.A. ha dichiarato che la presenza del volto viene rilevata attraverso algoritmi che, catturando genericamente la presenza di un volto umano (distinto unicamente per sesso, fascia d’età e “stato d’animo”) senza però identificarlo attraverso caratteristiche biometriche specifiche, non consentono il riconoscimento facciale dei passanti. Non solo; i dati raccolti sarebbero anche cifrati e raccolti unicamente per un brevissimo lasso di tempo, unicamente sul totem medesimo, senza quindi essere inviati all’esterno se non successivamente e in forma del tutto anonima.

Tuttavia, nonostante la dichiarata assenza di particolari criticità da parte del Garante, quest’ultimo ha accertato che il totem per effettuare l’analisi del volto dei passanti, anche se “in locale” (ossia nella memoria RAM) e per un brevissimo lasso di tempo prima della immediata sovrascrittura delle immagini (“pari a qualche decimo di secondo”!), effettua comunque un trattamento di dati personali (relativo alle immagini del volto dei passanti), indispensabile per l’analisi statistica dell’audience pubblicitario, e quindi ha prescritto alla società di collocare presso ogni totem un cartello che segnali la presenza della telecamera e che riporti (i) gli elementi essenziali relativi al trattamento dei dati effettuato (cd. “informativa in forma semplificata”) e (ii) i riferimenti all’informativa completa, che deve essere sempre facilmente consultabile dai passanti.

La società dovrà inoltre garantire la sicurezza delle tecnologie utilizzate nei totem, adottando un monitoraggio almeno semestrale su webcam e memoria locale, al fine di individuare eventuali malfunzionamenti, indisponibilità o tentativi di accesso illecito agli apparati.

Insomma, quello che sembrava essere un Grande Fratello controllato dalle ferrovie nazionali, si è rivelato essere un sistema di analisi di sorrisi o volti tristi; possiamo quindi tornare ad osservare senza troppi problemi i cartelloni in Stazione Centrale! Forse.

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